La Penisola di Biòthes


Piantina di Rassùia
Piantina di Rassùia

 

La penisola di Biòthes è un immaginario luogo nel Mar Mediterraneo europeo.

Il suo nome si fa risalire all'omonima divinità ancestrale che, in procinto di morire, si distese in riva al mare e divenne Terra fertile.

Ricca di fiumi, vigneti, agrumeti, uliveti, boschi di sandalo e giacimenti di gemme, ospita due popoli dalla storia diversa: quello Rassuiàno e quello Cordèo*.

 

I Rassuiàni sono i discendenti di un gruppo di giovani ed entusiasti esploratori, partiti dalla piccola isola di Oròsia, sulle tracce del leggendario conquistatore Ìsmandri - le cui gesta hanno per per secoli infiammato l'immaginario di tutte le generazioni. Guidati dal loro carismatico capo Rassùi, giungono sulla penisola e se ne innamorano, nonostante la trovino devastata da secoli di scriteriato abuso commesso contro la natura dai precedenti abitanti.

Con passione e saggezza, guariscono le ferite della terra e la trasformano in una nazione prospera e in armonia con fiumi e boschi. Sono loro a fondare il regno di Rassùia, che nel tempo diviene la Libera Repubblica di Rassùia.

 

I Cordèi sono gli originari abitanti della penisola, popolo dalla storia travagliata ed esule. Fuggiti dalla loro terra a seguito di terrificanti calamità naturali provocate da una saccheggiante gestione delle risorse minerarie e naturali, vi ritornano secoli dopo - decimati dal continuo peregrinare e dagli scontri con altre popolazioni europee. Ritrovano la loro antica terra in uno splendore di natura ed arte e in essa hanno rifugio e accoglienza da parte dei Rassuiàni.

Per gli esuli accolti, gli ingegneri rassuiàni progettano ed edificano Legùsica, città sicura e in armonia con la natura. Sul nome della nuova città, i Cordèi ricevono presto la denominazione ufficiale di Legusdèi e la regione in cui iniziano ad espandersi riceve il nome di Legusìdia.

Sulla scia del rapido diffondersi e radicarsi dei discendenti degli esuli e della loro ambizione a divenire nazione a parte, la regione legusdèa si autoproclama Regno di Damhàsia e i suoi abitanti assumono il nome di Damasdèi. Nessuna delle due decisioni ottiene, però, l'avallo ufficiale del governo centrale rassuiàno.

Nel 1945*, al culmine di una plurisecolare storia di conflitti locali, il non riconosciuto Regno di Damhàsia dichiara la propria guerra di indipendenza dalla nazione di Rassùia.

 

A seguito degli eventi che la dividono in nazione rassuiàna da una parte e regione ribelle legusdèa dall'altra, la penisola assume due aspetti diversi: il primo, rassuiàno, fondato su concetti di ecoarchitettura; il secondo, lagusdèo, proiettato verso un futuristico pragmatismo.

 

Capitale della penisola rassuiàna è Fassìma, con i suoi canali sul grande Rio, il Bèhio, che la attraversa, di cascata in cascata, e gli edifici dalle forme armoniose ed ecosostenibili.

Capitale della regione ribelle lagusdèa - nonché dell'autoproclamato nuovo regno di Dhamàsia - è Legùsica, con i suoi palazzi tecnologici e i parchi artificiali.

 

I Rassuiàni praticano una forma energetica di religione, in cui i Potenti sono le divinità superiori. Essi sono la manifestazione universale ed eterna delle anime di energia appartenute, nella vita terrena, alle persone il cui cuore e la cui mente sono stati esemplari di rettitudine, amore per il bello, passione per l'esistenza, rispetto per la natura. Fulcro di questa energia è il fuoco, considerato dai Rassuiàni come protettore alla nascita e in vita, quanto purificatore alla morte.

 

I Legusdèi - o Damasdèi, nella definizione autoreferente della legislazione non riconosciuta di Legùsica - praticano una forma di cristianesimo rigorosamente incentrata sul lavoro come tramite di salvezza e sulla condanna di ogni atto carnale e spirituale deviante - inteso come tentazione demoniaca.

 

La Val Pòria - regione che si estende lungo lo snodarsi del grande fiume Pòria - si trova quasi al centro della penisola e diviene confine ufficioso della zona rassuiàna da quella legusdèa, nonché teatro della guerra di indipendenza.

 


 * Ehi! Hai già curiosato nella cronologia storica delle vicende dei due popoli?