La trama


Per aver definito criminale guerra cieca lo scontro in Val Pòria fra repressione militare rassuiàna e terrorismo ribelle lagusdèo, Ìsmandri Rassùi Xeòphines viene strappato alla sua splendida città, Fassìma, e portato a Vènia, capitale della regione rassuiàna di Val Pòria, per essere promosso a Sovrintendente di polizia civile della Valle.

Qui, seguendo la sua indole plasmata su lealtà e rispetto, concepisce immediatamente una verità sconosciuta a tutti gli interlocutori: la guerra non è l’unica strada da praticare per giungere alla soluzione del conflitto territoriale. Se per decenni lo è sembrato, essa non ha più alcun senso né motivo di esistere!

Disposto a ribaltare ogni prospettiva e abitudine all’orrore, Ìsmandri inizia subito a dialogare con i veri interlocutori del dramma, gli abitanti della Val Pòria – rassuiàni e legusdèi – e soprattutto con colui che – paradossalmente agli occhi degli altri – è per lui il suo naturale interlocutore: Dàmhaso Passàdia, il capo della ribellione moderata di Dèsda – la colonia ribelle antagonista diretta di Vènia. 

Confidando nelle proprie parole e, maggiormente, nelle proprie azioni, Ìsmandri si addentra così in quella che per lui è una strada di non ritorno, da percorrere fino all’unico sbocco possibile: la pacificazione della Valle!

Il suo esempio e la sua forza stravolgono gli animi di molti dei suoi nemici fra le file legusdèe, seducendoli alla sua idea rivoluzionaria di legalità nella pace.

Al contempo, però, deve presto scoprire anche quali e dove sono i veri nemici e i veri pericoli, che nell’ombra non esiteranno a concepire il suo assassinio per mantenere lo stato di terrore da cui oscuri personaggi traggono guadagno e potere.

Passione, odio, nuove complicità, scoperte e perdite: la vita stessa di Ìsmandri viene stravolta in Val Pòria, mettendo alla prova il suo animo generoso quanto impetuoso. E non sempre sarà facile mantenere lo sguardo sulla giusta via.